OMAGGI NATALIZI: IL CORRETTO TRATTAMENTO

 

Cesti  natalizi, bottiglie di vino, penne e calendari sono alcuni degli omaggi tipici del periodo natalizio che imprese e professionisti si accingono a scegliere per i propri clienti, fornitori, dipendenti.

Appare opportuno pertanto operare delle scelte consapevoli, per potersi “scaricare” correttamente le spese sostenute. Come prima cosa, bisogna distinguere se il dono è rappresentato da beni acquisiti appositamente a tal fine (es. cesto natalizio per impresa edile) e propriamente si tratterà di spese di rappresentanza ovvero  da beni oggetto della propria attività (es. bottiglia di vino per un’enoteca) e si parlerà di omaggi.

In entrambi i casi, che si tratti di spese di rappresentanza o di omaggi, i requisiti previsti sono i seguenti:

  • Gratuità (mancanza di un corrispettivo o di una controprestazione da parte dei destinatari dei beni)
  • Finalità promozionali (divulgazione sul mercato dell’attività svolta) ovvero di pubbliche relazioni (diffondere e consolidare l’immagine dell’impresa)
  • Ragionevolezza (idoneità a generare benefici economici futuri) ovvero coerenza con le pratiche commerciali di settore.

La prima fattispecie (spese di rappresentanza) è quella più diffusa ed in  questo caso, per beni di valore unitario inferiore ad euro 50,00  la spesa è integralmente deducibile e l’IVA integralmente detraibile. Se il valore del bene da omaggiare è invece superiore ad euro 50,00 il costo è detraibile nel limite delle seguenti percentuali indicate[1]e l’IVA sarà indetraibile.

Il valore da considerare è quello dell’omaggio e non dei singoli  beni che lo compongono: nel caso tipico del cesto natalizio il valore da considerare è quello complessivo del cesto e non della singola bottiglia di vino o panettone. Nel caso di un omaggio rappresentato da penne il valore è quello unitario della singola penna.

In considerazione del fatto che i doni da omaggiare, oltre ad essere considerati spese di rappresentanza, costituiscono cessione gratuita (ex. art 2 DPR 633/72) all’atto della consegna non è necessario emettere alcun documento fiscale (fattura, ricevuta). E’ comunque auspicabile l’emissione di un DDT con causale omaggio o altro documento (es. buono)

[1]

1,5% dei ricavi e altri proventi fino a 10 milioni di Euro;

0,6% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente 10 milioni di Euro e fino a 50 milioni di Euro;

0,4% dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente 50 milioni di Euro. 

Per la seconda fattispecie non è corretto parlare di spese di rappresentanza. Ma semplicemente di omaggi. Per il bene acquistato proprio perché non possibile stabilire ad origine l’esatta destinazione, il costo è interamente deducibile ai fini del reddito e detraibile ai fini IVA. La successiva cessione costituisce operazione rilevante ai fini Iva pertanto è necessario documentare l’operazione attraverso:

  • Emissione di autofattura (l’IVA resta a carico del cedente)
  • Registro omaggi (l’IVA resta a carico del cedente)
  • Emissione di fattura con rivalsa o senza rivalsa IVA (richiedere o meno al soggetto che riceve l’omaggio il pagamento dell’IVA esposta in fattura)

Omaggi per i dipendenti

Le spese sostenute dal datore di lavoro per acquistare gli omaggi da destinare ai dipendenti sono deducibili dal reddito d’impresa ai sensi dell’art.95, comma 1, TUIR. Ai sensi di tale norma il costo sostenuto dall’azienda per l’acquisto di tali beni non è una spesa di rappresentanza ma si qualifica, come spesa per prestazione di lavoro, interamente deducibile dal reddito.

I costi relativi ad omaggi per i dipendenti, quindi, rientrano tra i “costi del personale” e in quanto tali  sono  indeducibili ai fini IRAP.

L’IVA sugli acquisti di omaggi a dipendenti, indipendentemente dall’ammontare  del costo del singolo bene, è da considerarsi indetraibile per mancanza di inerenza con l’esercizio dell’impresa, arte o professione.

Cena di Natale

Accade spesso che l’impresa organizzi il buffet o la cena di Natale per lo  scambio degli auguri. Tale spesa rientra nell’ambito delle spese di rappresentanza. La relativa IVA è indetraibile; il costo è soggetto al doppio limite: 75% al pari delle spese per alberghi e ristoranti e al secondo limite di percentuale sui ricavi annuali.

In conclusione  sia gli omaggi che i regali che rientrano nel welfare aziendale sono tutte soluzioni business che servono a migliorare la qualità della vita dei lavoratori in azienda, ma anche la produttività e il rapporto con i clienti. Oggi la fidelizzazione sia dei lavoratori che dei clienti, in un ambito così competitivo, è fondamentale, ecco perché è necessario fare in modo che sia gli uni che gli altri continuino a preferire la nostra azienda a quella degli altri.

Per maggiori informazioni il nostro studio è a Vostra disposizione ai consueti recapiti telefonici.

        Cordiali Saluti

L & P CONSULTING Srl

 

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Written by

Co-founder LEP Consulting